Titolo Proprio: Ibis di Belon (Ibis Bellonij)
Autore: Cristoforo Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 313
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F37(IBIS)
Datazione Stimata: 1603
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 27 x 18,4
Tag: uccello, ibis, Ovidio, Alciato

Aldrovandi riporta la descrizione dell'ibis nera egiziana fornita da Belon: un uccello di media taglia, completamente nero, con becco e zampe rossi, collo lungo e aspetto simile a quello di un piccolo airone. In realtà, l'ibis qui rappresentato ha tracce di azzurro e di ocra nel piumaggio, dovute evidentemente ad una coloritura successiva a quella originale, come si vede anche in altre parti dell'immagine. Gli autori antichi consideravano ibis e cicogna molto simili nell'aspetto, fino a confonderli come fa Alberto Magno, ma anche nelle abitudini, soprattutto perché entrambi combattono e divorano i serpenti. In Egitto, dove i serpenti costituivano una grave minaccia, questi uccelli erano ritenuti benefattori pubblici e perciò sacri: chi li uccideva era punito con la morte, protezione rafforzata dalla credenza religiosa secondo cui gli dèi potevano manifestarsi sotto le loro sembianze. Aldrovandi raccoglie tutti i significati simbolici attribuiti all'ibis dagli Egizi per i quali l'uccello rappresenta l'Egitto stesso, la salute e la purificazione, il cuore, la scrittura e perfino la prima lettera dell'alfabeto. Una celebre credenza gli attribuiva l'invenzione del clistere: osservando il modo in cui l'animale si purificava introducendo il becco nell'intestino e utilizzando acqua salmastra, gli Egizi avrebbero imparato questa pratica medica, riportata da Plinio, Galeno, Ovidio e Plutarco. Questa tradizione era stata interpretata tanto in senso positivo, facendo dell'ibis un simbolo di purificazione, quanto il suo contrario, considerando quella pratica immonda: così Callimaco e soprattutto Ovidio, che usò il nome Ibis per titolare un poema d'invettiva contro un nemico personale; così più tardi anche Alciato nell'emblema intitolato: In sordidos ("Contro gli uomini sudici"), quando nella tradizione umanistica il nome ibis era diventato metafora di persona vile o spregevole.
Bibliografia:
Immagini Interne a confronto
Nessuna immagine a confronto
Immagini Esterne a confronto
Nessuna immagine a confronto